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- Dove sei: pagina 'Piero della Francesca'

La grande mostra su PIERO DELLA FRANCESCA si è chiusa il 22 LUGLIO 2007 con un notevole e forse inaspettato successo di pubblico: circa 150.000 presenze. Quindi moltissimi italiani e stranieri nel visitare questa mostra articolata nella provincia di Arezzo fra 3 località (Monterchi, Sansepolcro e appunto il capoluogo Arezzo) hanno apprezzato nella zona tante altre emergenze artistiche e paesaggistiche inaspettate ma di forte rilevanza artistica e culturale. Ma per fortuna dei turisti che non hanno veduto questa mostra questo “incontro” è ancora possibile. E' pur vero che la mostra non c'è più ma è altrettanto vero che il 90% delle opere esposte sono ancora disponibili e visibili nella nostra Provincia o perchè affreschi o perchè conservate nelle nostre chiese e/o nei nostri musei.

Biografia/Opere








Come già segnalato Piero nasce a Sansepolcro (Ar) probabilmente nel 1412 dal matrimonio fra Benedetto di Pietro de’ Franceschi e Romana di Perino di Carlo di Monterchi. Piero (in realtà il nome originario era Pietro, come il nonno) era il primo di 6 figli e fu indirizzato agli studi mate- matici (aritmetica, algebra e geometria) onde poter affiancare il padre nell’attività mercantile (lana, pellame e indaco). Cocente la delusione del padre quando Piero, pur collaborando nelle attività mer- cantili, comincia ad interessarsi alla pittura frequentando la bottega che Antonio di Anghiari aveva in Sansepolcro. L’appellativo “della Francesca” sembra derivare dal nome della nonna che era molto attenta alla sua educazione e che addirittura lo incoraggiava a seguire la sua vocazione artistica. Piero è attento verso la produzione artistica delle regioni vicine (attuali Umbria e Marche) ma è la visita a Firenze, documentata nel 1439, che segnerà una svolta nella carriera di Piero. Qui collaborò con Domenico Veneziano ma soprattutto potè confrontarsi con i più importanti artisti dell’epoca (Paolo Uccello, il Beato Angelico che trasmetteva anche le idee del Brunelleschi e di Masaccio, L.B. Alberti . In quell’anno a Firenze si tenne anche il Concilio delle chiese d’Occidente e d’Oriente dove i costumi colorati dei partecipanti colpirono molto Piero.

E a Firenze si affacciano nell’artista quelle che poi diverranno le sue peculiarità: la prospettiva, la luce (luminosità) e l’armonia (quasi divina) delle forme tra di loro e con lo spazio. La vita e la carriera di Piero si snodano fra la natia Sansepolcro, committenze locali e rea- lizzazioni presso varie corti: Estensi di Ferrara dove subisce anche l’influenza dei pittori fiam- minghi, Malatesta di Rimini, Montefeltro di Urbino. Lavora anche ad Ancona, Loreto e in Vatica- no.

L’artista pur allantonandosi spesso da Sansepolcro mantiene saldi rapporti con il paese natale dove ricopre pure importanti cariche pubbliche ed anzi porta in patria tutti quegli influssi che scopre nel suo peregrinare artistico. E quanto forte fosse il suo legame con Sansepolcro e il suo territorio lo dimostrano gli sfondi delle sue opere dove si ritrovano i paesaggi che ancora oggi si possono osser- vare attraversando la Valtiberina. In vecchiaia problemi di vista lo portarono quasi alla cecità anche se pare che nel 1487 redi- gesse personalmente il proprio testamento. Morì alla bella età di 80 anni (notevole per quei tempi) il 12 Ottobre 1492, lo stesso giorno della scoperta dell’America quasi a suggellare un’esistenza costantemente segnata dalla ricerca di nuovi modi e mondi espressivi.

Itinerario

Piero della Francesca in Terra di Arezzo

Il nostro itinerario pierfrancescano inizia da Sansepolcro (Ar) dove nacque nel 1412 secondo i più recenti studi. Qui nel Museo Civico, oltre ad opere di altri artisti, si possono ammirare le seguenti sue quattro opere:

  1. Polittico della Misericordia - Tempera su tavola commissionata a Piero dalla omonima Compagnia nel 1445. Da notare che nello scomparto centrale è raffigurata la Madonna che accoglie sotto il suo manto la comunità dei committenti e devoti ma rigorosamente separati: a sinistra gli uomini e a destra le donne;
  2. La Resurrezione – Grande affresco del 1460 considerato uno dei suoi capolavori. Sullo sfondo è raffigurata l'alba quale simbolo dell'alba della vita;
  3. Il San Giuliano – Affresco recuperato nel 1954 nella Chiesa di S. Agostino poi denominata Santa Chiara;
  4. Il San Ludovico – Affresco proveniente dal Palazzo Pretorio.

MUSEO CIVICO – Via N. Aggiunti, 65 – Tel. 0575/732218 – www.sansepolcro.net Ufficio Turistico – Via Matteotti, 8 – Tel. e fax 0575/740536
A Sansepolcro vi segnaliamo anche il Duomo, la Chiesa di S. Francesco, la Fortezza, la Casa di Piero e il suo centro storico abbellito da numerosi edifici rinascimentali. Se di vostro interesse c'è anche un interessantissimo Museo di Erbe Medicinali “Aboca Museum” al cui interno si annoverano anche molti oggetti d'antiquariato. Da segnalare anche il Palio della Balestra (arma da guerra e da caccia rinascimentale) che si tiene la seconda domenica di Settembre con corteggio storico i cui costumi sono ispirati ai quadri di Piero.
Infine nei dintorni segnaliamo Caprese Michelangelo che ha dato i natali al Buonarroti e il Santuario della Verna (nei pressi del paese di Chiusi della Verna) fondato da San Francesco d'Assisi che qui ricevette le stimmate.

Seconda tappa del nostro itinerario è la piccola ma carina cittadina di Monterchi (Ar) dove nacque la madre di Piero. Qui si può ammirare lo straordinario affresco della Madonna del Parto eseguito nel 1455 per un tabernacolo del locale cimitero da dove nel 1991 è stato trasferito in un piccolo museo. La raffigurazione della Madonna ha nel contempo una espressione divina e umana tanto che con naturalezza mostra il ventre rigonfio. Nell'attraversare la Val Tiberina (si chiama così perchè attraversata dal Tevere che qui vicino ha la sua sorgente) osservate attentamente il paesaggio perchè è molto simile a quello che fa da sfondo nella pittura di Piero. Nei dintorni c'è il caratteristico borgo medievale di Anghiari (Ar) tipico per la sua posizione e per la struttura urbanistica. Di recente è stato insignito dal TCI del riconoscimento di Bandiera Arancione e figura nell'elenco dei Borghi più Belli d'Italia. Passando dal sacro al profano vi segnaliamo che qui è stato girato l'ultimo film di Pieraccioni “La moglie bellissima”.

Terza ed ultina tappa di Piero è il capoluogo di provincia Arezzo. Qui le opere di Piero le troviamo all'interno della Chiesa di S. Francesco e all'interno del Duomo. Nella prima nel coro (Cappella Bacci) è raffigurato il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce tratto dalla duegentesca Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. Questo ciclo di affreschi realizzato fra il 1452 ed il 1466 su commissione della nobile famiglia aretina dei Bacci (donde il nome Cappella Bacci) rappresenta sicuramente il suo massimo capolavoro ed un caposaldo dell'arte di tutti i tempi.

Vi segnaliamo che per visitare quest'opera è obbligatoria la prenotazione:

  • Piazza San Francesco, 4 Tel. 0575/352727 o 0575/299071 Fax 0575/302001
    e-mail: pierodellafrancesca@apt.arezzo.it www.apt.arezzo.it
  • Ufficio Turistico: Piazza della Repubblica, 28 Tel. 0575/377678 – fax 0575/20839
    e-mail: info@arezzo.turismo.toscana.it www.apt.arezzo.it

All'interno del Duomo, in fondo alla navata sinistra, possiamo incontrare l'ultima opera lasciata dal grande maestro biturgense nella nostra terra: lo stupendo affresco realizzato nel 1465 ca raffigurante una espressiva Maddalena. Per le ulteriori attrattive che offre la città di Arezzo, visto che sono tante, vi invitiamo a visitare il nostro link ITINERARI. Però non possiamo omettere di invitarvi a non perdere l'antichissima Pieve S. Eugenia del BAGNORO (VI-XII sec – campanile del '400) ubicata 4-5 km dal centro della città nella frazione di Bagnoro. A quanti vorranno percorrere questo itinerario, all'interno di un paesaggio verde e variegato, auguriamo ...buon viaggio e tante piacevoli emozioni.

 


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